Note 458 — Cap. II. Lo sviluppo dell'Antologia
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Non sarà discaro al lettore conoscere precisamente il modo con che la censura si portò sempre con l'Antologia: il che potrà vedere da questa lettera di Luigi Pezzati al Commissario di Santo Spirito, Gaetano Landi: “L'Antologia, come anche il Giornale Agrario, non è mai stato approvato dal Padre Mauro Bernardini, regio censore, articolo per articolo; ma solamente all'ultimo, dopo terminato il fascicolo, e ciò sotto la responsabilità del sig. Vieusseux che s'impegnava, occorrendo, a ristampare quante cartucce e fogli che fossero stati necessarî per uniformarsi alle prescrizioni della censura. A questo sistema autorizzato dal detto P. Mauro, a scanso di perdimento di tempo, e per non avere il tedio della lettura di pessimi manoscritti, il Sig. Vieusseux non faceva eccezione alla regola che allorquando egli medesimo avesse de' dubbi sull'accettazione di qualche periodo degli articoli, ed allora li mandava prima di tirare in stampa le semplici bozze. In questi ultimi tempi però (cioè dopo le molte cassature sofferte per il fascicolo di Dicembre 1832) il Vieusseux ebbe l'avvertenza di fare esaminare le prove in stampa di tutti gli articoli, senza però riportarne l'approvazione altro che verbalmente, giacché il P. Mauro si riserbava di apporvi la sua firma e il suo sigillo a fascicolo terminato. Per verificare il mio esposto, la prego ad interpellare il detto R. Censore, e spero ch'ella mi troverà in tutto e per tutto veritiero. Luigi Pezzati, 15 maggio 1833„. Lettera inedita. Archivio segreto del Buon Governo. — Firenze, Negozi, 1833, filza n. 15, affare n. 70.