Note 436 — Cap. II. Lo sviluppo dell'Antologia
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Lettera inedita di Girolamo Velo al Vieusseux; Roma, 27 dicembre 1824. Cosí gli scriveva: “Ho inteso da D. Pietro Odescalchi, che probabilmente l'Arcadico cesserà coll'anno 1824; e ch'era sua intenzione di giovare al reputato giornale da lei pubblicato. Mi disse d'aver già scritto a Borghesi di mandare pure i suoi articoli all'Antologia, ch'egli avrebbe fatto altrettanto per ciò che riguarda l'archeologia e la medicina. Dietro queste buone disposizioni del Direttore del Giornale Arcadico, io credo ch'ella farà bene di scrivergli subito per interessarlo in di lei favore, e non dubito che si combineranno con reciproca soddisfazione. Non può infatti che accrescer pregio all'Antologia la penna di Borghesi, di Amati, e di altri valenti scrittori. Mi rallegro di veder probabile la riuscita dei suoi desiderî, e cosí le sia dato qualche compenso per le tante fatiche e spese da lei incontrate nella lodevole impresa all'Antologia. Mi diverto leggendo varj articoli dei N.i portati meco, ed attendo con impazienza il fascicolo di Dicembre. Chi è l'Autore che ragionò con profondo sapere sulle opere di Romagnosi e di Tamburini, e segna Λ? La prego di ricordarmi a tutti quei miei conoscenti che compongono la sua deliziosa società del sabbato sera, mentre con vera stima mi dico....„. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.