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Ivanhoe; ossia, Il ritorno del Crociato

Note 35 — CAPITOLO XXIII.

Gaetano Barbieri translation

Si sono divisi quasi in due parti gli storici, uno che appone ogni genere di empietà ai Templarii, altra che li difende. Alla pittura offertane di Bois-Guilbert, è lecito il credere che l'autore di questo romanzo tenga alla prima schiera. Se i partigiani dei Templarii sono in maggior numero, debbe anche attribuirsi all'orrore eccitato dal modo dispotico quanto atroce onde adoperò contr'essi, nel 1327, Filippo il Bello, il quale, com'è noto, ottenne da Clemente V, propensissimo a questo monarca, l'abolizion di tal ordine, poi vagheggiandone le ricchezze, mandò sul rogo gli individui che ad esso appartenevano. Ciò nullameno molti storici, anche moderati nel giudicare i Templarii, non sanno scusarli dalla colpa di dissolutezze perfino le più abbominevoli. I più accaniti poi nel perseguitarli attribuiscono loro d'aver professate tutte le empietà che a mano a mano Walter Scott pone sulle labbra di Bois-Guilbert.

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