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Isabella Orsini, duchessa di Bracciano

Note 62 — CAPITOLO QUINTO.

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L’atrocità, narra il Galluzzi, Lib. IV, c. 2, Storia del Granducato, l’atrocità del fatto fu celata al pubblico, e velata con le attestazioni di uno accidente sopraggiuntole per palpitazione di cuore, a cui asserivano i fisici essere stata sempre soggetta. Al re di Spagna fu confidato per mezzo dello ambasciatore tutto il successo con scritto a parte li 16 luglio, in questi termini: «Sebbene nella lettera vi si dice dello accidente di donna Eleonora, avete nondimeno a dire a Sua Maestà Cattolica che il signor don Pietro nostro fratello l’ha levata egli stesso di vita per il tradimento ch’ella gli faceva con i suoi portamenti indegni di gentildonna, i quali per il suo segretario ha fatto intendere a don Pietro suo fratello e pregatolo a venir qua, ma egli non ci è voluto venire, e nemmeno ha lasciato che il segretario parlasse a Don Garzia. Noi abbiamo voluto che la Maestà Sua sappia il vero appunto, essendo deliberati ch’ella sappia sempre ogni azione di questa casa, e particolarmente questa, perchè se non si fosse levato questo velo dagli occhi, non ci sarebbe parso di potere bene e onoratamente servire Sua Maestà, alla quale, con la prima occasione se le manderà il processo ove ella conoscerà con quanta giusta cagione il signor don Pietro si sia mosso.» Gradì il re Filippo la confidenza etc.

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