Note 362 — CAPITOLO TERZO. LA CONQUISTA ROMANA
Reading edition
È stato motivo di vivace discussione (cfr. Holm, Storia della Sicilia, trad. it., III, p. 153, n. 33), se oggetto della locazione fossero la terra o le sue imposte. La maggiore difficoltà della seconda ipotesi, che noi abbiamo implicitamente scartata, sta nel fatto, riconosciuto dai suoi medesimi sostenitori (Holm, op. cit., III, 153), che le città in parola non avrebbero soggiaciuto a condizioni peggiori delle decumanae, mentre, quasi con certezza, erano state conquistate con la forza (cfr. Pais, op. cit., p. 63). Del resto, l’origine della questione ci sembra assai poco legittima. Cicerone (In Verr. A. II, 3, 6, 13) parla espressamente di locazione del territorio (is ager a censoribus locari solet) e la restituzione del medesimo, cui poco prima egli aveva accennato, può benissimo intendersi come una vera e propria locazione, una delle tante bizzarre sedicenti forme di restituzione, di cui Roma soleva compiacersi.