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Il tallone di ferro

Note 121 — CAPITOLO XXV. I TERRORISTI.

Gian Dàuli translation

Gli annali di questo intermezzo di sconforto furono scritti col sangue. La vendetta era il motivo dominante; i membri delle organizzazioni terroriste non si preoccupavano punto della loro vita e non sapevano nulla dell’avvenire. I Danites, ch’ebbero nome dagli angeli vendicatori della Mitologia dei Mormoni, e origini nelle montagne del Great West, si sparsero lungo tutta la costa del Pacifico, dal Panama all’Alaska. Le Valchirie erano una organizzazione di donne, e la più terribile di tutte. Non era ammessa nell’organizzazione se non colei che avesse avuto parenti prossimi assassinati dall’Oligarchia. Avevano la crudeltà di torturare i loro prigionieri fino alla morte. Un’altra famosa organizzazione femminile era quella delle Vedove di Guerra. I Berserkers (guerrieri invulnerabili della mitologia scandinava) formavano un gruppo affine a quello delle Valchirie, composto di uomini che non davano importanza alla vita. Furono essi a distruggere completamente la città dei Mercenarî chiamata Bellona, con una popolazione di più di centomila anime. I Bedlamiti e i Helldamiti erano associazioni gemelle di schiavi. Una nuova setta religiosa, che non prosperò a lungo, si chiamava «Lo sdegno di Dio». Questi gruppi di gente terribilmente seria, avevano i nomi più fantastici; fra gli altri: «I cuori sanguinanti»; «I figli dell’alba»; «Le stelle mattutine»; «I fenicotteri»; «I tre triangoli»; «Le tre Barre»; «I Rubonici»; «I Vendicatori»; «Gli Apaches» e gli «Erebusiti».

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