Note 115 — CAPITOLO XXI. LA BESTIA RUGGENTE DELL’ABISSO.
Gian Dàuli translation
Fra i Rivoluzionarî, c’erano numerosi chirurghi che avevano acquistato una grande abilità nella vivisezione. Secondo le parole stesse di Avis Everhard, potevano letteralmente trasformare un uomo in un altro. Per essi l’eliminazione di cicatrici e deformità era un gioco. Mutavano le linee del volto con tale cura minuziosa, che non rimaneva traccia dell’operazione. Il naso era uno degli organi preferiti per tali operazioni. Innestare la pelle e trasportare i capelli era una cosa ordinaria per essi, che ottenevano cambiamenti d’espressione, con un’abilità strana, e modificavano radicalmente gli occhi, le sopracciglia, le labbra, la bocca, le orecchie. Mediante speciali procedimenti, alla lingua, alla gola, alla laringe, alle fosse nasali, poteva essere modificato persino il modo di parlare. A quell’epoca di disperazione occorrevano rimedî disperati, e i medici rivoluzionarî assurgevano all’altezza del tempi. Tra gli altri prodigi, era la possibilità d’ingrandire un adulto di tre o quattro pollici o rimpicciolirlo di uno o due. La loro arte oggi è perduta. Non ne abbiamo più bisogno.