Note 113 — CAPITOLO XXI. LA BESTIA RUGGENTE DELL’ABISSO.
Gian Dàuli translation
Dall’inconsistenza e incoerenza del capitalismo, trassero tuttavia gli Oligarchi una nuova etica coerente e definita, decisa e rigida come l’acciaio, la più assurda e la meno scientifica e nello stesso tempo la più possente che abbia mai servito una classe di tiranni. Gli oligarchi credevano nella loro morale, sebbene essa fosse smentita dalla biologia e dall’evoluzione, e per tre secoli poterono arrestare il movimento potente del progresso umano: esempio profondo, terribile, sconcertante per il moralista metafisico, e che deve ispirare al materialista molti dubbi e ritorni su se stesso.