Note 100 — CAPITOLO XVIII. ALL’OMBRA DEL MONTE SONOMA.
Gian Dàuli translation
Il viaggiatore curioso che si dirigesse verso il Sud, partendo da Glen-Ellen, si troverebbe su un viale che segue precisamente l’antica strada di sette secoli or sono. Un quarto di miglio da Glen-Ellen, dopo aver passato il secondo ponte, vedrebbe a destra un botro che si estende come una cicatrice, attraverso un gruppo di monticelli boscosi. Questo botro rappresenta il posto dove si esercitava l’antico diritto di passaggio che esisteva in quel tempo di proprietà individuale attraverso i terreni di un certo signor Chauvet, pioniere francese venuto in California all’epoca del cercatori d’oro. I monticelli boscosi, sono quelli di cui parla Avis Everhard. Il grande terremoto del 2368, staccò il fianco di uno di quei rialzi che riempì il baratro ove gli Everhard avevano il loro rifugio. Ma dopo la scoperta del manoscritto sono stati fatti degli scavi, ed è stata trovata la casa con le due camere interne contenenti gli utensili accumulati durante una lunga residenza. Fra le altre reliquie degne di nota, è stato trovato l’apparecchio distruttore del fumo, di cui si parla in questo racconto. Gli studiosi che si interessassero dell’argomento in questione, potrebbero leggere il volume di Arnold Bentham, che uscirà in questi giorni.
A un miglio a nord ovest dei monticelli, si trova l’area della Wake Robin Lodge, alla confluenza della Wild Water e della Sonoma. Osserviamo di sfuggita che la Wild Water si chiamava un tempo Graham Greek, come si legge in alcune vecchie carte. Ma il nuovo nome perdura. A Wake Robin Lodge, Avis Everhard dimorò, poi, a parecchie riprese, quando, mutatasi in agente provocatore del Tallone di Ferro, potè rappresentare impunemente la sua parte, in mezzo agli uomini e agli avvenimenti. Il permesso ufficiale le fu concesso da un signorotto non meno autorevole del signor Wickson, l’oligarca secondario di cui tratta il manoscritto.