Note 90 — CAPITOLO XVI. LA FINE.
Gian Dàuli translation
Quei gruppi di azione furono modellati in genere sul tipo delle organizzazioni consimili della Rivoluzione Russa, e, nonostante gli sforzi incessanti del Tallone di Ferro, durarono tre secoli, per tutto il periodo di dominio del Tallone stesso. Composti di uomini e di donne ispirati da propositi sublimi, e impavidi davanti alla morte, i Gruppi di Combattimento esercitarono una prodigiosa influenza e moderarono la brutalità dei governanti. La loro opera non si limitò a una guerra invisibile contro gli agenti dell’oligarchìa. Gli oligarchi stessi e spesso, persino i sottocapi degli oligarchi, ufficiali dell’esercito e capi delle caste operaie, furono obbligati a prendere in considerazione i decreti dei Gruppi.
Le sentenze di questi rivendicatori organizzati erano conformi alla più rigorosa giustizia; e soprattutto notevole era la loro procedura senza passione e perfettamente giuridica. Non c’erano giudizi improvvisati. Quando un uomo era preso, lo si giudicava lealmente e gli si lasciava la possibilità di difendersi. Necessariamente, molti furono processati e condannati per procura, come nel caso del generale Lampton, nel 2138 dopo G. C. Questi era forse il più sanguinario e il più crudele dei mercenarii dell’oligarchia. Fu informato dai Gruppi di Combattimento che era stato giudicato, riconosciuto colpevole e condannato a morte; e questo avvertimento gli venne dato dopo di averlo tre volte esortato a cessare dal trattare ferocemente il proletariato. Dopo questa condanna, Lampton si circondò d’ogni mezzo di protezione, e, per anni ed anni i Gruppi di Combattimento si sforzarono invano di eseguire la loro sentenza. Molti compagni, uomini e donne, fallirono successivamente nei loro tentativi e furono crudelmente condannati dall’oligarchia. Perciò fu rimessa in vigore la crocifissione come mezzo di esecuzione legale. Ma alla fine il condannato trovò il suo boia nella persona di una giovinetta di diciassette anni, Maddalena Provence, che per ottenere il suo scopo, serviva da due anni nel palazzo, come guardarobiera. Essa morì dopo torture orribili e prolungate, in una cella. Ma oggi la sua statua di bronzo sorge sul Pantheon della Fratellanza, nella meravigliosa Città di Serles.
Noi che, per esperienza personale, non sappiamo che cosa sia un omicidio, non dobbiamo giudicare troppo severamente gli eroi dei Gruppi di Combattimento. Essi hanno dato la loro vita per l’umanità; per la quale nessun sacrificio sembrava troppo grande. E, d’altra parte, una necessità inesorabile li obbligava a dare al loro sentimento una forma sanguinosa, in un’epoca sanguinaria. I Gruppi di Combattimento furono l’unica freccia nel fianco che il Tallone di Ferro non potè mai estirparsi. A Everhard spetta la paternità di questo strano esercito. I suoi successi e la sua resistenza, durante trecento anni, mostrano la saggezza con la quale egli organizzò, e la solidarietà della fondazione legata da lui ai costruttori avvenire. Da certi punti di vista, questa organizzazione può essere considerata come la sua opera principale, a parte il grande valore dei suoi lavori economici e sociali e le sue gesta di capo supremo della Rivoluzione.