Note 79 — CAPITOLO XIII. LO SCIOPERO GENERALE.
Gian Dàuli translation
La distruzione delle classi paesane romane fu molto meno rapida di quella del fittavoli e piccoli capitalisti americani, perchè il movimento del secolo XXº procedeva con forza acquisita, come non esisteva nell’antica Roma. Moltissimi fittavoli, spinti dalla passione per la terra, e desiderosi di mostrare fin dove potevano giungere nel ritorno alla vita selvaggia, cercarono di sfuggire all’espropriazione desistendo da qualsiasi accordo commerciale. Non vendevano nè comperavano più nulla. Fra loro cominciò a rinascere un sistema primitivo di scambio in natura. Le loro privazioni e le loro sofferenze erano orribili, ma resistevano, ed il movimento acquistò una certa importanza. La tattica del loro avversarî fu originale, quanto logica e semplice: la plutocrazia, forte del possesso del Governo, aumentò le imposte. E erano i tributi il punto debole dell’edificio del fittavoli. Avendo cessato di comperare e di vendere, non avevano danaro: cosicchè, alla fine, dovettero vendete le loro terre per pagare i tributi.