Note 121 — III. PATRONA SOCIORUM
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Val. Max. (V, 8, 3) narra del caso di D. Iunio Silano, ma questi non venne sottoposto all'ordinario procedimento della quaestio, bensì, per volere concorde anche degli accusatori, deferito al giudicio del padre, che di ciò avea fatta domanda, e riconosciuto da lui colpevole, finì suicida (Zumpt C. R., II, (1), 21). Lentulo è detto da Val. Max. (VI, 9, 10) condannato secondo la lex Caecilia, ma deve intendersi Calpurnia. C. I. L., p. 54; Zumpt Cr. Pr., 468; Cr. R., II, 1, 25; Rein. Op. cit. 646.