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Il Parlamento Nazionale Napoletano per gli anni 1820 e 1821

Note 6 — PARTE PRIMA IL PARLAMENTO.

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Ecco la lettera:

Mio diletto ed amatissimo figlio Francesco, duca di Calabria. — Per indisposizione di mia salute, essendo io obbligato per consiglio dei medici, di tenermi lontano da ogni seria applicazione, crederei essere verso Iddio colpevole, se in questi tempi non provvedessi al governo del regno in modo che anche gli affari di maggior momento abbiano il loro corso, e la causa pubblica non soffra per le dette mie indisposizioni alcun danno. Volendo io adunque disgravarmi dal peso del governo sino a che a Dio non piaccia restituirmi lo stato di mia salute adatto a reggerlo, non posso ad altri piú condegnamente che a Voi affidarlo, mio dilettissimo figlio, e per essere Voi il mio legittimo successore e per l'esperienza che ho fatto della Vostra somma rettitudine e capacità.

Laonde di mia piena volontà vi costituisco e fò in questo mio regno delle Due Sicilie, mio Vicario generale, siccome lo siete stato altre volte in questi dominii ed in quelli oltre il Faro, e vi concedo ed in voi trasferisco colle pienissime clausole dell'Alter Ego l'esercizio d'ogni diritto, prerogativa, preeminenza e facoltà al modo istesso che da me si potrebbero esercitare.

Ed affinché questa mia volontà sia a tutti nota e da tutti eseguita, comando che questo mio foglio da me sottoscritto e munito del mio real suggello sia conservato e registrato dal nostro Segretario di Stato, Ministro cancelliere, e ne sia da Voi passata copia a tutti i Consiglieri Segretari di Stato per parteciparlo a chiunque loro convenga.

Napoli, 6 luglio 1820.

Firmato: Ferdinando.

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