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Il Conte di Virtù vol. 2/2

Note 21 — CAPITOLO DUODECIMO

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I cittadini di Reggio, sconfitti dai Parmigiani presso la Secchia, furono rilasciati dalle carceri con una mitra di carta in capo ed una canna in mano (1152). All'uscire di prigione, un aguzzino dava ad ognuno di essi uno scappellotto. Lo raccontano il Muratori (Annali d'Italia) ed il Tassoni al canto V. della Secchia rapita. — Sorte più umiliante toccò ai Parmigiani prigionieri in Cremona (1230): essi furono rinviati alle loro case senza brache e in mezzo ai fischii della plebe. — Un fascio di paglia si appose alle natiche dei prigionieri pavesi, e vi si diè fuoco al momento d'uscir di Milano (1108). Lo narra il Fiamma (Rer. It. Script. Tom. XI). — I nobili erano rimandati coll'obligo di portare un cane sulle spalle, i prelati dovevano tenere un messale, i contadini un aratro. Ce ne dà conferma lo storico Arnolfo Hist. Mediol. lib. 1.

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