Note 271 — VII. Perchè Napoleone III volle la guerra d'Italia.
Reading edition
Chiala, VI, pagg. 376-380. Queste apprensioni del Cavour hanno il loro perfetto riscontro in Mazzini (X, pag. 273): «I governi irritati del nostro averli costretti ad agitarsi, a tremare, ad armarsi per nulla, s'adoprerebbero a frenarci come perturbatori perpetui senza intento determinato: i Popoli che ieri guardavano in noi come in Popolo iniziatore, imparerebbero a sprezzarci come chi minaccia e non osa. Tolga il cielo tanta vergogna. Un popolo che ottiene fama di codardo è spento per sempre».