Note 182 — IV. L'opera del Cavour e l'opinione publica.
Reading edition
Th. Martin, Life of the Prince Consort, pag. 357. Buon esito ebbe, invece, il prestito interno; e il Cavour se ne compiace col suo solito, forte lepore con Emanuele D'Azeglio, ambasciatore del Re in Londra (7 marzo 1859): «Il nostro prestito (interno) ebbe il più bel successo dopo il rifiuto di tutti i grandi banchieri d'Europa ad occuparsi di tale cosa. È uno spettacolo commovente vedere la premura dei piccoli nostri capitalisti nel venire a portare le loro piccole economie al governo. Questo fatto accoppiato all'emigrazione crescente della gioventù lombarda che accorre sotto le nostre bandiere, deve provare, mi sembra, che il sentimento nazionale non è un'invenzione di quella testa pelata del conte di Cavour».