Note 156 — III. Il colloquio di Plombières.
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Questo provvisoriamente: le nozze quasi imposte dell'amato cugino, Principe Napoleone con la figlia di Vittorio Emanuele (la seconda parte della lettera è tutta una faticosa perorazione affinchè il Re conceda la figlia giovanissima a questo epicureo, oramai quarantenne, tipo napoleonico singolare, schernitore acuto di uomini e cose, e ne fu schernito col brutto nomignolo di Plon-plon), e l'andata di lui in Toscana nel '59; e la tendenza di Napoleone III a ricopiare il Primo Impero; e la sua illusione di potere sempre cogliere due piccioni ad una fava, fanno pensare che fosse ne' suoi disegni futuri un regno napoleonico in Toscana. Ma l'incertezza è, in verità, il carattere più spiccato di questa federazione.