Note 89 — II. Napoleone III.
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L'Hübner, più conforme a verità e più acuto del servo encomio o del codardo oltraggio, così lo delinea per conto suo: «Egli non vuole, egli non sa discutere: il suo sguardo spento, che tuttavia lancia talvolta baleni, i tratti immobili del volto formano alla lor volta una maschera ed una corazza impenetrabili; e lo si lascia sempre con l'impressione di non essere stati compresi da questo spirito, in apparenza ottuso, in realtà perspicace, che non comprende perchè non vuole comprendere o perchè non vuole che ci accorgiamo che egli ha compreso». (I, pag. 82.) Che questa taciturnità naturale fosse poi da lui sfruttata come maschera, lo sospetta l'Hübner, dicendo: «L'Imperatore Napoleone che sa essere incantevole quando vuol esserlo, e molto buon parlatore quando gli garba uscire dalla sua taciturnità abituale, ci raccontò qualche avventura della sua vita di esule.» (I, pag. 115.)