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I Viaggi di Marco Polo

Note 31 — CAPITOLO III.

Ezio Colombo translation

Confucio (Khung-fu-tseu o Khung-tseu), nato verso il 551 av. Cristo nella città di Tsi-nan-fu, di cui suo padre era governatore, discendeva, dicesi, da Hoang-ti, legislatore della Cina. Fino dalla prima gioventù sostenne uffici governativi; a 24 anni, dopo la morte della madre, si consacrò alla meditazione e formò il disegno di riformare i costumi della sua patria. Percorse parecchie provincie e si vide in breve circondato da un gran numero di discepoli. Il re di Tsi-nan-fu lo nominò suo primo ministro. Corresse i costumi, riformò la giustizia e fece prosperare l'agricoltura ed il commercio, ma ben presto fu costretto a ritirarsi. Dopo aver di nuovo percorso le provincie per predicare la morale, scrisse i libri che lo resero immortale, e morì verso il 479 av. Cristo, circondato dai suoi discepoli, che gli resero una specie di culto. I suoi discendenti esistono ancora nella Cina e vi godono di parecchi privilegi.—Confucio rivide i Kings, libri sacri dei Cinesi, riorganizzò il culto e divenne così il capo o restauratore della religione, o piuttosto della setta filosofica religiosa che vige tuttodì nella Cina. Scrisse l'Yih-King (libro delle Trasformazioni), lo Sciu-King (Libro per eccellenza), che contiene un sunto storico sulla storia della Cina fino al 770 av. C.; il Sci-King (Libro dei versi), raccolta di canti popolari, nazionali e religiosi: il Li-Ki (Rituale), sul quale poggia tutto il sistema religioso; lo Sciun-Sieu (primavera ed autunno), storia del reame di Lu; il Hiao-King (dialogo sulla pietà filiale), che contiene gli apoftegmi di Confucio; e ciò che precede il Ta-hio (la grande scienza), uno dei quattro libri scritti dai suoi discepoli. (Nota del Trad.)

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