Note 12 — CAPITOLO II.
Ezio Colombo translation
Ecco quanto riferisce il Polo intorno alla presa di Bagdad:
«Egli è vero che negli anni Domini 1258 lo Gran Tartero, ch'avea nome Alau, fratello del signore che in quel tempo regnava, ragunò grande oste, e venne sopra lo califfo in Baudac (Bagdad), e presela per forza. E questo fu grande fatto, imperocchè in Baudac aveva piue di cento mila cavalieri senza gli pedoni. E quando Alau l'ebbe presa, trovò al califfo piena una torre d'oro e d'argento e d'altro tesoro, tanto che giammai non se ne trovò tanto insieme. Quando Alau vide tanto tesoro, molto se ne maravigliò, e mandò per lo califfo ch'era preso, e sì gli disse: califfo, perchè ragunasti tanto tesoro? che ne volevi tu fare? E quando tu sapesti ch'io veniva sopra te, come non soldavi cavalieri e gente per difendere te e la terra tua e la tua gente? Lo califfo non li seppe rispondere. Allotta (allora) disse Alau: califfo, da che tue ami tanto l'avere, io te ne voglio dare a mangiare. E fecelo mettere in quella torre, e comandò che non gli fosse dato nè bere nè mangiare, e disse: Ora ti satolla del tuo tesoro. E quattro dì vivette, e poscia si trovò morto. E perciò meglio fosse che lo avesse dato a gente per difendere sua terra.»