Note 94 — PARTE I. FISIO-PSICOLOGIA DEL SIMBOLO.
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Vedi in Spencer, Princ. de soc., vol. III, pag. 139 e seg., le prove che l’idea dello scambio è sconosciuta a molti popoli primitivi. In latino emere non significava originariamente, come notò il Muirhead, comprare per denaro, ma solo prendere, ricevere, acquistare (ved. in Festo, voc. redemptores). Quanto alla proprietà fondiaria, essa, come è noto, non esiste presso i popoli primitivi e anche i popoli civili non la conobbero che tardi: secondo Mayer, Die Rechte der Israeliten, Athoener und Römer. (I, 361) l’ebraico non ha parola per esprimere proprietà fondiaria: e secondo Mommsen «l’idea della proprietà non era presso gli antichi Romani associata al possesso delle cose immobiliari, ma solo al possesso degli schiavi e del bestiame». E l’origine della proprietà fondiaria fu la violenza. «Solo la forza — scrive lo Spencer — sotto una forma o sotto un’altra è la causa capace di obbligare i membri di una società a cedere il loro diritto al godimento comune del territorio che abitano. Ora è la forza di un aggressore esterno, ora quella di un aggressore interno...». (Principes de sociologie, vol. III, pag. 728, Paris, 1883). — Vedi anche in Loria, Analisi della proprietà capitalistica, vol. II, la lunga documentazione delle origini violente della proprietà fondiaria. Ricorderemo qui che praedium e praedari hanno comune etimologia, che hortus e haeredium derivano da una radice ghar che in sanscrito significava prendere, impadronirsi; che la lancia era presso i Romani il signum justi dominii.