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I promessi sposi, vol. 1

Note 17 — IX.

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«.....Ho avuto l'onore d'imprimere due baci sulle sue smunte e scarnate guance» (nato il 1729, il Le Brun morì l'anno appresso, il 1807); «e sono stati per me più saporiti che se gli avessi colti sulle labbra di Venere. È un grand'uomo, per Dio! Spiacemi che le sue odi sieno sparse, e non riunite in un sol volume, per potertele far conoscere; il suo nome lo conoscerai certamente. Credimi che noi Italiani siamo alquanto impertinenti, quando diciamo che non vi è poesia francese. Io credo, e creder credo il vero, che noi non abbiamo (all'orecchio) un lirico da contrapporre a Le Brun, per quello che si chiama forza lirica. E perciò qui lo chiamano comunemente Pindare Le Brun, e non dicono forse troppo. Per contentare la loquacità che oggi mi domina, e per giustificare la mia opinione, ti trascriverò qualche verso qua e là delle sue odi».....—Dalla lettera a G. B. Pagani, da Parigi, 12 marzo 1806.

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