Note 5 — III.
Reading edition
Mi pare opera vana l'arrabattarsi che altri fa per dare a quell'epigramma un'interpretazione meno ripugnante. Notò con l'usata ponderazione Cesare Balbo, non certo sospetto di poca stima pel grande lombardo: «Il Monti fu più ingegno che animo dantesco; e le mutazioni di lui furono più d'arrendevolezza che d'ira. Quindi l'imitazione più esterna: nella forma sola e nelle immagini».