Note 2 — Capitolo VII[1] LA FAMIGLIA E LO STATO NEI COMUNI ITALIANI[2]
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Per non moltiplicare inutilmente le note in questo capitolo d'indole generale, destinato solo a gettar qualche luce sulle condizioni politiche dei nostri Comuni, e piú specialmente quello di Firenze, ricorderò una volta per sempre, che oltre gli Statuti, i quali anderò via via citando, gli autori di cui piú spesso mi valsi sono: Savigny, Storia del Diritto Romano nel Medio Evo; Francesco Forti, Istituzioni Civili e Trattati inediti di giurisprudenza; Gans, Il Diritto di successione nella Storia italiana, traduzione di A. Torchiarulo: Napoli, Pedone, Lauriel, 1853; Gide, Étude sur la condition privée de la femme: Paris; 1868; Schupfer, La Famiglia longobarda, nell'Arch. giuridico di Bologna, fasc. 1 e 2. — È superfluo ora aggiungere che dopo del 1868 questi studi hanno fatto in Italia un progresso davvero grandissimo, e sono uscite alla luce molte opere di capitale importanza, le quali io non potevo conoscere quando scrivevo queste pagine, che allora miravano solo a far meglio comprendere ai miei alunni la rivoluzione seguita in Firenze l'anno 1293, e gli Ordinamenti di Giustizia, che ne furono la conseguenza da lungo tempo resa necessaria.