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I primi due secoli della storia di Firenze, v. 2

Note 129 — Capitolo IX[128] LA REPUBBLICA FIORENTINA AI TEMPI DI DANTE

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Molte giuste osservazioni ed importanti notizie, a questo proposito, troviamo in L. Chiappelli, L'Amministrazione della giustizia in Firenze (Arch. Stor. It., Ser. IV, vol. XV, pag. 35 e segg.), e Francesco Novati, La Giovinezza di Coluccio Salutati (Torino, Loescher, 1888, Cap. III, pag. 66 e segg.). Mi sembra però che, colle loro acute e dotte indagini, questi due scrittori si siano fermati a mettere in evidenza la corruzione dei giudici, senza notare le origini di questa corruzione ed il suo grande aumento nel secolo XIV. Le origini si debbono, io credo, cercare nelle mutate condizioni dei Podestà, Capitani del popolo, cancellieri, notai, giudici, ecc. E certamente quello che di essi si diceva nel secolo XIV non si sarebbe potuto dire nei tempi di Pietro della Vigna, di Rolandino dei Passeggeri o di quei molti Podestà del Medio Evo, i quali erano tanto potenti, che cercavano e spesso riuscivano a farsi tiranni dei Comuni. Essi non erano allora gente da piegarsi a far da ciechi strumenti delle altrui voglie partigiane; operavano piuttosto per conto proprio. Forse alla decadenza politica dell'ufficio del Podestà, al suo venire perciò piú facilmente in balía dei partiti, si deve, a cominciare dal 1290, la riduzione del suo ufficio da un anno a sei mesi (Ammirato ad annum). Lo stesso si dové fare, come era naturale, anche pel Capitano.

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