Note 179 — Capitolo III PRIME GUERRE E PRIME RIFORME DEL COMUNE FIORENTINO[145]
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Santini, I, doc. XIV. I patti non potevano esser mutati senza un accordo dei Consoli delle due città, insieme coi Consiglieri, 25 almeno per ciascuna parte, tra i quali dovevano essere i Consoli dei militi e dei mercanti. Notiamo che qui, nominando i Consoli, già si accenna alla possibile elezione di un Podestà, sebbene non fosse ancora stato mai eletto in Firenze. Su di ciò avremo occasione di tornare. Intanto ecco che cosa dice il documento: Inquisitis florentinis Consulibus, vel florentina Potestate, sive Rectori vel Dominatore a comuni populo electo. Per Lucca si accenna anche ai Bonos viros lucensis civitatis, si Consules vel Rector aut Potestas ibi non fuerint.