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I primi due secoli della storia di Firenze, v. 1

Note 87 — Capitolo II LE ORIGINI DEL COMUNE DI FIRENZE

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Lege Digestorum libris inserta, considerata. Cosí si legge in un placito del 1076 pronunziato dal messo di Beatrice in Marturi, presso Poggibonsi (prope plebem Sancte Marie, territurio fiorentino), dove si nota anche la presenza di Pepone, il precursore d'Irnerio. Un Fiorentino, che contendeva il possesso di alcune terre al monastero, adduceva la temporis praescriptio, e si fondava sul Digesto, che, secondo la procedura del tempo, portava nel tribunale. Vedi Fitting, op. cit. pag. 88; Zdekauer, Sull'Origine del manoscritto pisano delle Pandette giustinianee: Siena, Torrini, 1890. In un documento del 1061, in cui si tratta d'una lite fra due Chiese di Firenze (V. Della Rena e Camici Vol. II, 2, pag. 99) si legge: Indices secundum romanae legis tenorem, utramque ceperunt inquirere partem. Secondo il Ficker, i giudici qui sarebbero fiorentini: und zwar scheinen das die gewöhnlichen städlischen Indices von Florenz zu sein. Ficker, III, parag. 469 pag. 90. Il cronista Goro Dati, che morí ai primi del secolo XV, affermava nella sua cronica, che i notai fiorentini erano i piú reputati di tutti, sebbene i piú celebri dottori in legge fossero quelli di Bologna. Vedi Dati, Storia di Firenze, ediz. fiorentina del 1735, a pag. 133.

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