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I primi due secoli della storia di Firenze, v. 1

Note 112 — Capitolo II LE ORIGINI DEL COMUNE DI FIRENZE

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Il dott. Hartwig cita la notizia che ebbe dal dott. Wüstenfeld d'un diploma del 1114, da cui apparirebbe che anche i Fiorentini avessero preso parte alla spedizione, nel qual caso, egli osserva, le colonne sarebbero non un dono dei Pisani, ma parte della preda fatta in comune. Feci cercare il diploma nell'Archivio di Pisa, e lo ebbi dalla cortesia del prof. Lupi. Esso trovasi inserito in un altro, che ha la data: VI idus Augusti 1233, col quale il re Iacopo d'Aragona conferma ai Pisani i privilegi, che, col precedente diploma, Berengarius Barchinione gloriosissimus Comes Pisanis fecit. Questo piú antico diploma è riprodotto nel documento, ed ha la data: M. C. quarto decimo... septimo idus septembris, indictione sexta. Sebbene tra le parole decimo e septimo ve ne siano altre non poche, un tal modo di scrivere la data potrebbe aver dato un'altra occasione all'errore di quei cronisti che posero il fatto nel 1117.

Comunque sia però di queste ipotesi molto discutibili, è certo invece che i privilegi sono concessi populo pisano, e ne vengono investiti tre dei loro Consoli, che ricevono vice aliorum Consulum tociusque pisani populi, e questa concessione fu fatta, coram marchionibus, comitibus, principibus romanis, lucensibus, florentinis, senensibus, volterranis, pistoriensibus, longobardis, sardis et corsis, aliisque innumerabilibus gentibus, que in predicto exercitu aderant. Non fu dunque un'alleanza di città, ma fu il popolo pisano, cui si erano uniti molti nobili di altre parti d'Italia. Il cancelliere dei Consoli pisani redasse il diploma, presenti l'arcivescovo di Pisa, qui Dompni apostolici in predicto exercitu vicem gerebat, due vice-comiti e nove Consoli: di questi ultimi si dànno anche i nomi. Il diploma non fu mai pubblicato in Italia, e però l'Amari a cui ne mandai copia, e che molto se ne occupava pochi giorni prima di morire, voleva darlo alle stampe, sebbene avesse riscontrato che era stato pubblicato nella Spagna dal Moragues y Bover nelle note alla ediz. della Historia de Mallorca di Don Vincente Mut, stampata in Palma, 1841. Pochi giorni dopo avermi data questa notizia, venutagli di Spagna, il senatore Amari moriva improvvisamente a Firenze (luglio 1889).

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