← Table of contents
I mesi dell'anno ebraico

Note 101 — SCEVATH (Gennaio-Febbraio).

Reading edition

I sacrifizii di cui le vittime non potevano essere scelte che nelle seguenti specie di animali domestici, vale a dire: buoi, montoni, agnelli, colombe e tortore, erano di diversa specie: 1º La Olà (olocausto) parola derivante dal Greco olos (tutto) e kaio (bruccio) che veniva offerta quale sacrifizio quotidiano del mattino e della sera, quale sacrifizio addizionale della festa, e talvolta anche quale sacrifizio di privato. La vittima si abbruciava totalmente tranne la pelle che apparteneva ai sacerdoti. 2º Il Hhatath (sacrifizio per lo peccato), e l'Assam (sacrifizio per la colpa) che si portavano per diversi peccati volontarii od involontarii specificati dalla legge, nei quali potevano incorrere tutti i fedeli, compresi il Principe e il Pontefice.—L'infallibilità non è dote dell'uomo. Tutti possono errare perchè tutti sottoposti alle stesse passioni e agitati da consimili desiderii. Dio solo è perfetto, epperciò lui solo infallibile.—Di questa specie di sacrifizii si abbruciavano le sole parti grasse destinate all'altare, e il resto apparteneva esclusivamente ai sacerdoti. 3º Il Zìbahh asselamém (sacrifizio pacifico o di riconoscenza). Il titolo stesso ne indica lo scopo. Erano sacrifizii che si portavano per ricorrenze festive e in rendimento di grazie al Signore per benefizii da lui ricevuti. Abbruciate le parti grasse in onore di Dio, il resto veniva diviso tra i sacerdoti e gli offerenti. I poveri e i forestieri erano quasi sempre invitati a parteciparne. Oltre a tali sacrifizii ve n'erano alcuni altri che chiameremo circostanziali, quali sarebbero quelli pei peccati d'ignoranza del popolo nelle varie feste dell'anno; quelli dei Nazireni inavvertitamente resi impuri; quelli che portavano le persone guarite dalla lebbra, ecc. Di questa specie di sacrifizii i due seguenti meritano particolare menzione. Il primo è quello che veniva immolato nel caso in cui si trovasse una persona assassinata in mezzo ai campi senza che si fosse potuto scoprirne l'uccisore. La legge ordinava che dato questo caso gli anziani e i giudici sedenti in Gerusalemme, si portassero nel luogo ove era stato consumato il reato e misurassero quale città fra quelle che circondavano il cadavere, ne fosse la più vicina. Gli anziani della città indicata, dovevano prendere una giovenca che non fosse stata adoperata al lavoro, e che non avesse mai tirato al giogo. Dovevano quindi condurla in una valle sassosa, non coltivata, nè seminata, ed ivi ucciderla. Ciò fatto tutti gli anziani di quella città dovevano lavarsi le mani nel sangue di quella giovenca e dire: «Le mani nostre non versarono questo sangue e gli occhi nostri non videro (chi lo versò)». E i sacerdoti e i leviti dicevano: «Deh o Signore! perdona al popolo tuo Israele che liberasti (dalla schiavitù egizia) e non porre in mezzo al tuo popolo Israele (la colpa, la responsabilità del versato) sangue innocente». Questa prescrizione fu probabilmente inspirata da due motivi: Il primo valeva a raffermare la pena di morte di cui si era reso meritevole l'assassino, il secondo serviva a mantenere negli animi il dovuto orrore pel sangue versalo. Il 2º era quello della così detta vacca rossa, perchè la scelta della vacca la cui cenere doveva servire per la purificazione di certe impurità, come quella di aver toccato un cadavere ecc. doveva cadere su d'una che fosse totalmente rossa, senza difetti e che non avesse mai portato giogo. Vogliono i commentatori che questa disposizione, di cui non ci si dà il più piccolo schiarimento, fosse consigliata a Mosè dal pensiero di espellere onninamente dal cuore del popolo la tendenza all'adorazione della vacca, che come si sa, era il principale oggetto del Culto degli Egiziani. V'era pure la minhhà (offerta) che per lo più si componeva di fior di farina di frumento e d'olio d'oliva. Tale offerta era per lo più accessoria delle vittime dei sacrifizii, ma pel povero sostituiva le vittime stesse. Talvolta si offriva la farina pura, versandovi entro dell'olio e mettendovi incenso, e talvolta se ne facevano schiacciate azzime unte d'olio e cotte al forno o in su una tegghia. Era obbligatorio mettervi sale quale segno di un'alleanza durevole con Dio, detta berith mélahh, e proibito di mescolarvi lievito o miele.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings