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I mesi dell'anno ebraico

Note 99 — SCEVATH (Gennaio-Febbraio).

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«Una delle maggiori meraviglie a chi legge la Genesi, dice C. Cantù, è la sua concordanza coi più recenti acquisti della scienza». «Tutte le scoperte umane, disse Herschel, paiono fatte solo allo scopo di meglio confermare le verità chiuse nei libri di Mosè». Il sommo Gioberti nella sua Teorica del sovranaturale così ragiona delle tre classi in cui distingue i geologi odierni: «Gli uni si studiano di conciliare la scienza della terra colle tradizioni mosaiche, mediante una vasta e profonda cognizione dell'una e delle altre; e questi sono degni di grandissima lode. Gli altri si restringono fra i soli termini della geologia ecc. Ma vi sono alcuni terzi (pochi per buona ventura), che senza forse sapere di geologia più che tanto, spacciano Mosè per un favolatore solenne, e un parabolano; dei quali non si può dir altro, se non che scambiano il millesimo corrente col passato, quando essi intendano di far ridere alle spese della religione ecc.». «Nella Genesi Mosè è lo storico della creazione, il sopranaturale rivelatore di tutte le origini. La creazione della luce, la formazione del mattino, della sera, della notte, l'ampiezza delle acque incarcerate in profondi abissi, la terra che vestesi d'erbe e di piante, il sole posto nel centro dell'azzurro firmamento, la luna e le stelle obbedienti alla voce che segna loro il cammino attraverso lo spazio; gli animali che in loro infinita varietà, piglian possesso dei mari, dei monti e delle pianure; infine l'uomo, l'ultima e più bella opera di Dio, il quale nel: bel mezzo del giovine universo, ne vien per così dire fatto Sovrano... Mosè ci spiega in tre pagine l'universo e l'uomo. Sulle grandi cose da Mosè dette in tre pagine vi furono migliaia e migliaia di libri in ogni secolo e presso tutte le nazioni antiche e moderne; ma non fu vero se non ciò che trovossi conforme alla testimonianza di Mosè. Gli sforzi del genio in quaranta secoli, le profonde investigazioni nelle viscere della terra, nelle più disparate regioni, e le indagini fatte nelle più tenebrose memorie del genere umano, non fecero che dare solenne ragione alla mosaica cosmogonia....». «Se nella Genesi non vi fosse il soffio di Dio, se non la fosse che pura opera umana, non vi sarebbero lingue bastevolmente eloquenti ad ammirare l'Ebreo legislatore. Il Decalogo in paragone del quale le antiche leggi di Persia, d'India, d'Egitto, di Grecia e di Roma non sono che immagini grossolane e rozze invenzioni, e che divenuto suprema guida del genere umano; la morale politica e religiosa organizzazione di una nuova nazione che tutto abbraccia a forza di profonda saviezza, giustizia e provvidenza; quelle regole, quelle prescrizioni, quelle massime espresse con mirabile semplicità, hanno per noi l'aspetto della verità che discende dal cielo in terra a visitare l'uomo». Poujoulat—Histoire de Jerusalem.

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