Note 3 — INTRODUZIONE
Reading edition
Prima della schiavitù babilonese non si trova nei libri santi veruna menzione di nomi speciali dati ad angeli, ma bensì il nome generico di malach adoperato indistintamente per significare: angelo, messaggiere, inviato. Difatti con questo vocabolo troviamo designati i messaggieri che Giacobbe inviò ad incontrare il fratello Esaù; l'angelo che impedì ad Abramo di sacrificare il figlio Isacco; l'uomo apparso a Gedeone per consigliarlo ed incoraggiarlo a prendere le armi per liberare la sua patria gemente sotto l'oppressione straniera; Mosè redentore d'Israele; gli uomini mandati da Mosè al re di Edom ecc. Invece in Daniele, che scrisse all'epoca della schiavitù Babilonese, gli angeli assumono nomi proprii: Michæl che sta alla destra dell'Eterno, Gabriele che sta alla sinistra di lui, Raffaele, Uriele ecc.; e Schammaele, e Sàtana quali angeli cattivi.