Note 14 — IIAR (Aprile-Maggio).
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Il Celeberrimo Maimonide nel suo Morè nebohhim dimostra luminosamente come questa e tantissime altre consimili espressioni bibliche quali: il braccio dell'Eterno; odorò Iddio; discese Iddio per vedere, non intendano di materializzare Iddio in nissun modo; ma siano adoperate esclusivamente per addattarsi al nostro intendimento. La parola dell'uomo si trova impotente a esprimere convenientemente gli ineffabili attributi di Dio, e le inesplicabili vie per le quali si conduce colla umanità; per darne un'idea si è costretti a servirsi delle espressioni con cui si rappresentano le cose materiali e i loro attributi. Non possiamo astenerci di rapportare il seguente aneddoto Talmudico relativo al soggetto di cui stiamo intrattenendoci: Un ateo s'imbattè un giorno in un Rabbino e gli disse: «Nella vostra legge si nega la previdenza al vostro Dio: poichè nel fatto del diluvio sta scritto: «e il suo cuore ne fu addolorato» Perchè creare l'uomo per poscia pentirsene e addolorarsene?». «Mio caro, rispose il dotto rabbino: Non fosti mai padre?»—«Si»—«Ebbene! non sapevi che tuo figlio dovrà sostenere fatiche e dolori per poscia morire? Perchè il procreasti e festeggiasti la sua nascita?»—«Penso e spero che potrà anche essere felice, darmi care soddisfazioni ed essere il sostegno e il conforto di mia vecchiaia»—«Così Iddio che creò l'uomo per la felicità, ritiene che mercè la carità e la giustizia, potrà raggiungere quella mêta assegnatagli malgrado la veemenza delle sue passioni che spesso lo fanno deviare dalla virtù e dalla rettitudine».