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I mesi dell'anno ebraico

Note 62 — ELLUL (Agosto-Settembre).

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Ci dovremmo allungare di troppo se noi volessimo passare in rassegna tutti i precetti, che forse non ebbero altro motivo oltre quello di abituare Israele alla mitezza, a sentimenti di pietà, di amore e di gentilezza verso tutti gli uomini. Il seguito di questi nostri studi ci dimostrerà in modo indubitabile che il terreno, cioè il popolo, era veramente adattato a ricevere e a fare crescere rigogliosi quei nobili semi. Ci contentiamo pertanto a segnalarne alcuni: La raccomandazione di alzarsi al cospetto d'un vecchio; di non cibarsi del sangue degli animali; di non fare cuocere il capretto nel latte della madre; di non uccidere il bue o l'agnello nello stesso giorno in cui si uccide il loro figlio; di non mettere la musoliera al bue quando batte il frumento; di non serbare rancore verso il prossimo nè trar vendetta delle sue offese; di non restare testimone indifferente del pericolo dal prossimo; di non maledire al sordo, nè mettere inciampo al piede del cieco ecc. Cadendo in acconcio e persuasi di fare cosa grata ai nostri giovani lettori inseriamo il seguente aneddoto col quale i nostri Dottori vollero appunto dipingere l'indole gentile e pietosa del nostro Legislatore. «Mosè pascolava le pecore di Ietro suo suocero. Un giorno che trovavasi verso l'Oreb, luogo arido e deserto, volgendo l'occhio attorno vede una pecora che si sbranca, e va e va, e s'allontana dalle compagne. Il buon pastore le tiene dietro: la pecora affretta il corso, e scorre per vaste pianure finchè si arresta presso ad uno zampillo d'acqua. Mosè la raggiunge, s'arresta anch'esso, la guarda mestamente e dice: «Mia buon'amica! era dunque la sete che ti spingeva a lasciarmi e sfuggirmi! ed io non me ne era accorto. Poveretta! come devi essere stanca e affaticata! Come potrai raggiungere le tue compagne?» Come la pecora ebbe terminato di bere, Mosè se la trasse sulle spalle, e curvo sotto quel peso, ripiglia il suo cammino alla volta della greggia. Mentre Mosè camminava con quel peso sulle spalle, una voce dal cielo suonò in queste parole: «Tu che hai tanto amore, tanta pietà per la greggia degli uomini, meriti bene di essere chiamato a pascolare la greggia del Signore!»

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