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I mesi dell'anno ebraico

Note 66 — ELLUL (Agosto-Settembre).

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Persuasi che verranno letti con interesse e soddisfazione, noi non possiamo resistere alla tentazione di inserire qui due Sentenze ed un esempio, spigolati nel vastissimo campo della carità Israelitica. Non isfuggirà certo alla penetrazione dei nostri lettori l'alta importanza della prima Sentenza per la tolleranza religiosa di cui ci dà bella prova. «È legge di pace l'obbligo di soccorrere i poveri di qualsiasi nazione in un coi poveri d'Israello, di assisterne gli infermi, di seppellirne i morti». «L'infelice che geme nella povertà è talvolta condotto dai suoi dolori a mormorare della Provvidenza. Egli pensa tra se stesso: «Non sono anch'io una creatura di Dio? Perchè tanta differenza da me a quel ricco? Egli dorme tranquillo i suoi sonni nella casa che è sua, ed io giaccio in questo tugurio non mio. Ei dorme su soffice letto ed io sul nudo terreno. L'uomo benefico, colla sua carità, calma il fremito del povero e ne fa tacere le mormorazioni. Iddio dice a quest'uomo benefico: «Colla tua carità tu riconcilii quel poveretto con me; tu ci metti in pace». «Un personaggio di distintissima famiglia teneva corteggio principesco, ma colpito da gravi disgrazie, si vide in pericolo di cadere dalla sua grandezza e di dovere abbandonare quella pompa che s'addiceva al suo nome ed alla sua famiglia. L'infelice confidò le sue strettezze a Rabì Illel, e caldamente gli si raccomandava. Fra le solite pompe di costui era questa la più costante, di percorrere le vie della città montato sur un superbo cavallo, e preceduto da uno schiavo che gli correva davanti. Rabì Illel fece per qualche tempo le spese del cavalle e dello schiavo. Una volta non trovò uno schiavo che accondiscendesse a prestare tale uffizio; e il buon rabbino si offrì egli stesso, e corse davanti al cavallo per ben tre miglia».

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