Note 86 — CHISLEV (Novembre-Dicembre).
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Natinei vale dati, votati, e probabilmente erano prigionieri di guerra che avevano adottato la religione di Mosè, e che secondo il libro d'Esdra furono consacrati da Davide e dai suoi Capitani al servizio dei leviti, ad imitazione di ciò che fece Giosuè dei Gabaoniti. Non crediamo fuori di luogo di raccontare questo brano di storia sulla conquista della Palestina, che servirà pure a ristabilire un fatto, che a torto viene interpretato in modo sfavorevole al popolo nostro. Finito il lutto per la morte di Mosè, il popolo ebreo mosse verso il Giordano, che, come dicemmo altrove, passò a piedi asciutti. Pervenuta la notizia di questo fatto, della presa di Gerico città importantissima munita di alte mura e forti torri, della espugnazione di Ai alle orecchie dei Gabaoniti; questi nella speranza di stornare dal loro capo la sorte esiziale da cui erano minacciati ricorsero ad uno strattagemma. Scelti tra loro parecchi individui li ammaestrarono sul da farsi, li provvidero di indumenti vecchi e logori, di pane ammuffato, d'otri di vino secchi è screpolati dal tempo. Godesti uomini si portarono al campo degli Ebrei, si presentarono a Giosuè e agli anziani, si finsero venuti da paesi lontanissimi inviati dai loro anziani e concittadini a domandare la loro alleanza e ad implorarne l'amicizia, in causa dell'onnipotenza dimostrata dal loro Dio coi grandi miracoli operati in loro favore in Egitto e nel deserto. A conferma delle loro asserzioni presentarono il pane muffato e che assicurarono essersi preso dietro appena tolto dal forno; mostrarono gli abiti indossati, a loro dire, nuovi e logoratisi pel lungo cammino. Giosuè e i principi si lasciarono ingannare da tale racconto menzognero e senza consultare Iddio conchiusero seco loro l'invocata alleanza; ma dopo tre giorni si venne a conoscere la verità. Il popolo alzò gravi querimonie contro la precipitazione dei principi. Ma il fatto non potevasi oramai revocare, l'alleanza era stata giurata nel nome dell'Eterno e non si poteva violare; quindi Giosuè volendo dare soddisfazione al popolo e nello stesso tempo mantenere la fede giurata, destinò i cittadini di Gabaon ai grossi servizii del Tempio. Oltre alle precise istruzioni date da Mosè nel condurre l'assedio di città lontane o non appartenenti alle nazioni votate a morte pei loro peccati; oltre alle storiche assicurazioni che constatano come Davide e Salomone abbiano vinti e resi tributarii parecchi popoli senza distruggerli; l'esistenza stessa dei Natinei è una prova convincente che Mosè non aveva imposto agli Ebrei di sterminare senza pietà tutti i popoli della Palestina, come erroneamente o maliziosamente pretesero parecchi scrittori. La totale distruzione era stata decretata solamente per sette popoli o tribù le cui opere erano talmente nefande «che la terra, dice Mosè con una figura espressiva, stomacata e polluta li vomitava dal suo seno». Anzi i nostri Dottori dicono che prima di accingersi alla conquista della Terra Santa, Giosuè mandò nella Palestina tre proclami così concepiti: «1º Chi vuole sancire con noi un punto di pace sarà accettato; 2º Chi vuoi sottrarsi all'eccidio esca volontariamente dalla Palestina; 3º Chi vuole guerra avrà guerra». I Gabaoniti accettarono il primo; la popolazione Gersunita si uniformò al secondo; 31 principi mossero guerra e soggiacquero.