Note 52 — AB (Luglio-Agosto).
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Per l'esattezza storica non dobbiamo tacere che se le proposte di pace vennero rigettate con disdegno, ciò è da attribuirsi quasi unicamente all'uomo incaricato appunto di presentarle, vale a dire a Flavio stesso, persona altamente invisa agli Ebrei che lo ritenevano traditore della patria, perchè certamente non difettavano nè gli amici della pace per sentimento naturale di un vivere quieto, nè gli uomini assennati, i quali prevedendo la sorte infelice che sovrastava alla patria sarebbero scesi volentieri a trattare col nemico. E quantunque costoro fossero persuasi che con tale condiscendenza ribadivano sulla loro nazione, la catena d'una completa dipendenza straniera, pure si confortavano pensando che almeno non sarebbero allontanati dal patrio suolo. Spaventati però dal destino toccato ai primi che osarono consigliare un accordo cogli assedianti si tacquero, e patriotti sinceri e leali accettarono la causa abbracciata dai loro fratelli per quanto la estimassero disperata, e la difesero con tutto l'ardore di cui erano capaci i loro cuori nobilissimi.