Note 48 — AB (Luglio-Agosto).
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Ecco quale piccola causa, assegnano i nostri Dottori, alle prime ostilità insorte tra gli Ebrei e i Romani. Un cittadino di Gerusalemme aveva fra i suoi amici un tale che portava il nome di Camzà, e un acerbo nemico che portava il nome di Barcamzà (figlio di Camzà). Il cittadino di Gerusalemme, diede un giorno un grande e sontuoso banchetto, a cui invitò i personaggi più ragguardevoli della città. Nell'accennare al famiglio i nomi di quelli che voleva fossero invitati, ricordò fra i primi il suo amico Camzà. Per mala ventura il famiglio sbadato andò ad invitare Barcamzà. Il padrone di casa vedendo costui a prender posto alla mensa con voce minacciosa gli intima di uscire. Invano Barcamzà lo prega di riflettere quanto sia grande la viltà di recargli così grave e pubblico insulto, invano ei si offre di pagare del suo la parte del pranzo che farebbe in casa sua: l'inesorabile rivale, non ascoltando che il suo odio, gli intima di nuovo di uscire. Allora costui a cui cuoceva un tale atto, si dispose di pagare la spesa della metà del banchetto, e finalmente di tutto il banchetto: ma non ottenne che ripulse. L'insultato Barcamzà sortì da quella casa colla rabbia nel cuore, e giurò di vendicarsi aspramente del suo rivale, e di quei tanti ragguardevoli personaggi, che rimasero spettatori indifferenti di quella triste scena. Un infernale pensiero gli attraversò la mente, e vile quanto scellerato, non esitò a coinvolgere la patria nella sua privata vendetta. Si portò dall'Imperatore romano, e simulando uno zelo immenso per lui, lo avvertì che gli Ebrei si preparavano nascostamente alla ribellione e che già avevano fermo di non più obbedirgli. E per fare esperimento delle sue asserzioni gli suggerì di mandare una vittima ad offrire nel loro tempio. L'Imperatore accetta quel consiglio, consegna a Barcamzà un giovine vitello, e manda i suoi ordini agli Ebrei per mezzo di alcuni suoi famigli. Cammin facendo il maligno calunniatore, ben sapendo che gli Ebrei si sarebbero rifiutati di sacrificare una bestia difettosa, ferì leggermente in un occhio il povero vitello. I sacerdoti indovinando fosse la maligna intenzione del traditore, pensarono di offrirlo sia per atto di riverenza verso l'Imperatore e sia per la salute del popolo. Ma contro questo savio e prudente consiglio, sorse impetuosamente un certo Zaccaria figlio di Anchilas. Qualcuno propose allora di ammazzare Barcamzà e l'animale, ma anche contro questa proposta sorse con impeto Zaccaria. I savi disapprovarono i soverchi scrupoli religiosi che fecero rifiutare il sacrifizio, e che portarono conseguenze tanto luttuose pel popolo d'Israele.