Note 6 — GIACOMO LEOPARDI
Reading edition
La stanchezza, il riposo e il silenzio che regnano nelle città, e più nelle campagne, sull'ora del mezzogiorno, rendettero quell'ora agli antichi misteriosa e secreta come quella della notte: onde fu creduto che sul mezzodì più specialmente si facessero vedere o sentire gli Dei, le ninfe, i silvani, i fauni e le anime de' morti: come apparisce da Teocrito Idyll. 1, v. 15 seqq. Lucano l. 3, v. 422 seqq. Filostrato Heroic. c. 1, § 4, opp. ed. Olear. p. 671. Porfirio De antro nymph. c. 26 seq. Servio ad Georg. l. 4, v. 401, e dalla Vita di san Paolo primo eremita scritta da san Girolamo, c. 6, in Vit. Patr. Rosweyd. l. 1, p. 18. Vedi ancora il Meursio Auctar. philolog. c. 6, colle note del Lami, opp. Meurs. Florent. vol. 5, col. 733, il Barth Animadv. ad Stat. part. 2, р. 1081, e le cose disputate dai comentatori, e nominatamente dal Calmet, in proposito del demonio meridiano della Scrittura volgata, Psal. 90, v. 6. Circa all'opinione che le ninfe e le dee sull'ora del mezzogiorno si scendessero a lavare ne' fiumi e ne' fonti, v. Callimaco in Lavacr. Pall. v. 71 seqq. e quanto propriamente a Diana, Ovidio Metam. l. 3, v. 144 seqq.