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I Canti

Note 3 — GIACOMO LEOPARDI

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Mentre la notizia della rotondità della terra, ed altre simili appartenenti alla cosmografia, furono poco volgari, gli uomini ricercando quello che si facesse il sole nel tempo della notte, o qual fosse lo stato suo, fecero intorno a questo parecchie belle immaginazioni: e se molti pensarono che la sera il sole si spegnesse, e che la mattina si riaccendesse, altri immaginarono che dal tramonto si riposasse e dormisse fino al giorno. Stesicoro ap. Athenaeum, l. 11, c. 38. ed. Schweigh. t. 4. p. 237. Antimaco op. eumd. l. c. p. 238. Eschilo c., e più distintamente Mimnerno, poeta greco antichissimo, l. c. cap. 39, p. 239, dice che il sole, dopo calato, si pone a giacere in un letto concavo, a uso di navicella, tutto d'oro, e così dormendo naviga per l'Oceano da ponente a levante. Pitea marsigliese, allegato da Gemino, c. 5, in Petar. Uranol. ed Amst. p. 13, e da Cosma egiziano, Topogr. christian. l. 2. ed. Montfauc. p. 149. racconta di non so quali barbari che mostrarono a esso Pitea il luogo dove il sole, secondo loro, si adagiava a dormire. E il Petrarca si accostò a queste tali opinioni volgari in quei versi. Canz. Nella stagion, st. 3:

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