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I Bianchi e i Neri

Note Pag. 468 — ALLUSIONI STORICHE.

Reading edition

GERI, MANENTE, GUIDO, NELLO, e detti.

Geri

Pace, — una volta — pace; — è breve il varco

Dall'ira all'odio, e or qui spirar dee amore.

Lemmo

Falli, Geri; non è suon d'ira il mio,

Ma di pietà...

Gualfredi

Per altri serba, Lemmo,

Codesta tua pietà; per me saria

Non sopportabil peso. — Esser temuto

Io voglio, — non compianto.

Lemmo

Odi, Gualfredo,

Cosa che in mente riporrai. — Son pochi

In questa terra i buoni, — i tristi molti; —

Agevol quindi è assuggettarla. — Capo

Di parte avversa a te mi dice il grido,

Ma nè anco potendo io ti sarei

Nemico, chè uomo esser di sangue aborro,

E tu mi se' fratello. — Uccidi e vinci. —

Forse tepido il sole al fiore stretto

Per gelo tornerà; — forse la scarsa

Scintilla fie che un dì riviva in fiamma. —

Quel che per colpa dei padri perdemmo

Racquisteranno con virtude i figli;

Così giova sperare. — Ai miei castelli

Mi ritrarrò.

Gualfredi

Dove il piacer ti mena

Ti scorti il cielo; e quando mai consiglio

Mutassi, — come il cor, teco diviso

Sarà l'imperio mio.

Lemmo

No, — abbilo tutto,

E l'abbominio....

Geri

Ora a men triste cose

S'intenda. — Volga fortuna la ruota,

E il villano sua marra. — Or dite, Lemmo,

Berrete voi per la salvezza nostra

Una coppa? Fia dessa in che bevea

Lo padre vostro.

Lemmo

E perchè di sua casa

Non berrà Lemmo alla salvezza? — Oh! viva

Mille anni, — viva e gloriosa sempre...

Ma e il mio figlio vi sia...

Geri[19]

Porgi la coppa.

Prendi...[20]

Lemmo

Ma... e Dore?

Geri

Or vi sarà...

Lemmo

Gualfredo!

Sovvienti come il padre nostro — (il cielo

Faccia pace a quell'anima) i bei fregi

Di questa coppa scorrere godeva

A parte a parte, e mostrarne il fin niello:

Quindi additava l'arme: — ecco il lione,

Dicea, rampante, ecco la immagin nostra,

Sdegnosi e grandi. — O figli miei, lioni

Siatevi sempre, — e non mai volpi.

Geri

Bevi.

Lemmo

Bevo. — Cortese il ciel vi sia... Ma questo

È sangue!

Geri

E t'abbi entro quel sangue il figlio...

Lemmo

Tu... Dore hai morto?... Dio eterno!

Gualfredi

Oh misfatto![21]

Lemmo

Dov'è il mio figlio, scellerato? il figlio

Rendimi... Ah! tu non lo uccidesti? — Cessa

Dal triste giuoco; — egli feroce è troppo: — Le

mie paterne viscere dirompe; —

Io sopportar noi posso. — O Geri, in nome

Di Dio chiamami il figlio...

Geri

Il suono indarno

Le sue orecchie percuote... ei non lo intende; —

Perocchè dorme...

Lemmo

Oh! — s'ei riposa... statti.

Forte lo udii nelle trascorse notti

Travagliarsi nei sonni... A lui mi guida

Tacitamente; — ch'io lo vegga, lascia: —

Vedere un figlio al genitor chi nega?

Geri

Vieni, — lo vedi, — e mori.

Gualfredi[22]

Scellerato!

Se il giudicio di Dio non mi tenesse...

Io parricida... — A te che dir mai posso,

Caro infelice?... maladetto l'uomo

Che confida nell'uomo... entrambi fummo

Traditi. — Oh! non confondermi nell'ira

Co' rei: — deh! nel pregar da Dio vendetta,

Non maledirmi; — del misfatto questa

Ben è la casa, — ma innocente io sono.

Lemmo

Sii benedetto... ma mi rendi il figlio...

Le mie castella vuoi? — l'abbi. — Di patria

Fuori desii che ramingando io vada? —

Andrò. — Ma deh! fratel mio dolce, — Dore

Rendimi, — Dore... solo...

Gualfredi

Ah! s'io potessi

Renderti il figlio, — sallo il ciel se a prezzo

Del sangue mio lo ti rendessi. — O servi,

Da questo infame luogo il rimovete...

Infortunato! — in te l'angoscia ha spento

La luce della mente...

Lemmo

Chi mi strappa

A forza? — o Dore, il padre aita. — Fuggi,

O ch'ei ti ucciderà... possente ha braccio

Siccome bello ha il core: — eccolo! — Vieni;

Beami nel tuo amplesso. — Ahimè! disparve;

Ei sotterra disparve. — Occhi miei tristi,[23]

Spegnetevi, dacchè veder v'è tolto

Il figliuolo nostro.

Gualfredi

O deh! non farlo, misero![24]

Solo, — come da fulmine percosso

Di Dio merti le lagrime; — da questo

Terreno affanno una pietà profonda

Ben tosto ai gaudi dell'eterna vita

Ti avvierà: — piagni, ma spera; — il cielo

Me poi condanna al pianto, e alla paura.

Vedi, uom di sangue, la bell'opra? —[25]Godi.

Lemmo

Io ebbi amici, e non son più! — consorte

Io m'ebbi, e non è più! — aveva un figlio,

E non è più! — Ramingo... disperato

Come Caino, e non ho colpa. — Dio,

Perchè col peso del tuo sdegno aggravi

Uno innocente?

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