Note Pag. 455 — ALLUSIONI STORICHE.
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LEMMO, e detta.
Lemmo
Perchè quello
Che in pensando il tuo cor freme, — in altrui
Vuoi sospettar? — Questo non è nè giusto
Nè onesto; e il nome nostro delle genti
All'orecchio fin qui non suonò infamia.
L'anima sconfortata nel dolore
Non ode l'argomento della mente,
Nè palpito paterno ragion vince! —
O auguste mura dei miei padri, — un giorno
Men superbe sorgevate, ma certo
Di tutela ospital, di cortesia
Vi riparava il perseguito, — certo
Delle oneste accoglienze il cavaliero; —
Come della innocenza e del valore
Al sacro asilo tutti. — Men superbe
Sorgevate: — ma or son del signor vostro
Le notti tutte quiete? — Il pianeta
Vi schiara sì; — ma non v'allegra; — cade
Suo raggio sopra voi, come su l'arca
Del potente defunto. — O patria mia!
Da quei muri esce un grido di minaccia;
Però che guai alla terra ove castello
Tal'erge il cittadin che può oppressarla:
Guai! In breve, o il suo signor fia per te spento,
Od ei ti fie tiranno. Insomma questo
Dee pur finire in pianto... — Or parmi, e certo
Scorgo una giovanetta in alcun'opra
Intesa tutta: — oh! se della famiglia
Di colui fosse cui nomar non oso.
Fratello, — a lei chieder potria di Dore... —
Gentil donzella, se benigno il cielo...
Bianca
Gran Dio! qual voce è questa! Lemmo!...
Lemmo
Tanto
Nei miei consorti può l'odio, che desti
La mia voce terrore?
Bianca
Amor la voce
Vostra, ed amor dolcissimo risuona
Su l'anima di Bianca.
Lemmo
Tralignato
Non è il buon seme di colei che madre
A te, ed a me dolce cognata, or siede
Su in ciel santa. Or deh! dimmi: — il figliuol mio?
Bianca
Degli avi suoi nella casa securo
Vive. —
Lemmo
Se come bella sei cortese,
Non l'odii tu?
Bianca
Odiare io Dore!
Lemmo
Arrossi? —
Tanto ti grava un pensiere di pace,
Che a diffonderti valga su pel volto
Il colore dell'onta?
Bianca
Ahi! duro detto.
Lemmo
Gemi? Ah! tu ben per tempo sei nudrita
Nella scuola dell'ira. — Ah! ben per tempo
Sai esultar nella gioia di futura
Vendetta, e dolce un retaggio esser l'odio,
Che dee di figlio in figlio tramandarsi.
Pur chi il diria? così cortese sembri...
M'ingannai...
Bianca
V'ingannaste... il figliuol vostro...
Io amo...
Lemmo
L'ami? ma tuo padre... l'odia...
Bianca
Io gliel svelava...
Lemmo
Ne fremeva il figlio
Di mio padre?
Bianca
Il fratel vostro? —[16] Vermiglia
Fu questa terra del sangue di Geri; —
Or non è traccia: — tal dalla sdegnosa
Anima sparve l'ira... perchè Dore
È un innocente.
Lemmo
Gioventù feroce! —
E a te grazie, o leggiadra giovanetta.
Che sì pietosa al genitor favelli
Del figliuol suo. — Di', non aborre dunque
Gualfredo Dore?
Bianca
Ei ci nomava figli. —
Lemmo
Figli!
Bianca
E già mosse per alcun consorto,
Onde lieto messaggio a te portasse
Parola di amistà.
Lemmo
Cara! non sai
Quanta gioia nell'anima mi versi!
E io dirtela non so; perchè — profonda, —
Inesprimibile è. — Signor, mercede!
Hai veduto lo spirto contristato
Nell'angoscia di morte, e n'hai sentito
Pietà; — non vuoi che nel sepolcro scenda
Affranto nell'affanno il servo tuo.
Or tu, diletta, al mio fratello vola;
Digli che un cuore nel pensier dell'odio
Inaridito spandersi sospira
Per lo suo affetto intero: — un labro, amaro
Finor per ira, ansa cambiare il bacio
Di amistà sul suo labro; — e le mie braccia,
Digli che mai fur giunte alla preghiera
Dal dì che più gli si gittaro al collo
Come pegno di amor. — Va... vola... parla
Quello che vuoi, nè posso dirti io tutto.
Chè al fervido sentir dell'alma è manca
Favella umana; ma secreto un senso
Prepotente e misteriosa fibra
Dette il cielo ai gentili. Or dunque digli
Quel che sentisti, non quel ch'io ti dissi.
Bianca
Spirto non mosse mai sì lieto l'ale
Verso del suo fattor, com'io del padre
Ora al cospetto.... Quella via men lunga[17]
Percorrerò.
Lemmo
Verso la piazza io muovo
Del castello; — colà se mia venuta
Tuo padre assente... a dirmi vieni, o manda;
Nè già ti prego io ratto; — chè qual spina
Sia l'incertezza più che dirtela io,
Potrai sentirla tu.