Note Pag. 476 — ALLUSIONI STORICHE.
Reading edition
FRA LOTTERINGO dal tempio, e detti.
Lotterin.
Chi percuote alle porte? — Che si vuole
Dalla casa di Dio? — Chi se'? — Gualfredo!
Esecrata dell'empio è la preghiera;
Dio la disperde irato, o la converte
In maledizion, e su la testa
Folgorando allo iniquo la ripiomba. —
Scostati dagli altari: — un giorno Dio
Ti ruggirà su l'anima, e la impronta
Vi scorgendo del sangue: — Immaculata —
Ei dirà — e casta ella da me partissi,
Perchè l'hai sozza? Non è più mia figlia.
Scostati dagli altari. — Oza protervo
Un fuoco arse celeste, e Core un fuoco
Terreno incese. Una fraterna guerra
Pugnasti, — una fraterna alma sciogliesti;
E vuoi compagno a' tuoi misfatti Iddio?
Tu non se' degno ch'ei la man ti posi
Grave, tremenda sul capo, e ti sperda.
Miserabile! — il fulmine è serbato
A più alti delitti. — Al tuo... gli orrori
Bastano della notte, e lo sognate
Fantasime crucianti del rimorso,
E la paura del fuoco infinito. —
Ma Dio t'insegue: — oh! qua ti volgi; — vedi
Questa bara? sai chi racchiude? — Il tuo
Nepote atrocemente assassinato. —
Tra il santuario e te, frapposto ha Dio
Il tuo delitto.
Gualfredi
Ahi! che innocente io sono.
Lotterin.
Sì, — come Giuda. Se tal sei, t'accosta,
Vieni, e lo giura sul capo del morto...
Ma temi che non scorra dalle peste
Narici il sangue su le labbra; temi
Non venga a ribollir spumoso... temi
Fino all'inferno non si avvalli il suolo.
Gualfredi
Padre! non sono io reo...
Lotterin.
Giuralo...
Gualfredi
Il giuro...
Lotterin.
Tu tremi?
Gualfredi
Sì... ma di pietà...
Lotterin.
Si scopra
Il cadavero: or vieni... Oh morte eterna!
Tua figlia!
Gualfredi
Cristo! Lasciami...[32] O diletta!
Lotterin.
Scostati; — è morta!
Tutti
È morta!
Gualfredi
O Bianca!... o figlia,
Nell'ora del dolor vegliami, o Dio,
Che la morta ragion l'alma non stringa
Al fiero passo dei martirii eterni.
Manente
Io non ho vena che non tremi tutta. —
Rendiamci a Lui che volentier perdona;
Geri... rendiamci... a... Dio.
Geri
Sul capo nostro
Piovve commista al maledir di Dio
La linfa del battesmo: eternamente
Dannati... il cielo per tremar non s'apre...
Gemi, codardo? — In me ti affisa... io voglio
Che ben degno di lui m'abbia l'inferno.