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I Bianchi e i Neri

Note Pag. 424 — ALLUSIONI STORICHE.

Reading edition

Luogo remoto dietro Damiata castello dei Cancellieri. È vicina l'Ave Maria del giorno.

GERI, MANENTE.

Geri

Credi che in buio eternamente cupo,

Simile a questo, senza fine il mondo

Sarà sepolto un dì?

Manente

Credo.

Geri

E che un giorno

La condanna tremando intenderai,

Che in guaio interminabile t'inchiodi

Giù nell'Inferno disperato?

Manente

Credo.

Geri

E credi ancora ch'ove il nuovo sole

Diffonda il raggio su la fronte a Dore,

Occhio di Dore non vedrà più sole.

Manente

Geri, — pensate al fine.

Geri

A qual mai fine?

Se di vita, — fors'io temo la morte?

Manente

No, vivadio, siete valente, o Geri,

Come la lama di questo pugnale,

Cui mai fu d'uopo raddoppiare il colpo.

Geri

Che altro terrammi, or via, se non è morte?

Manente

La pena degl'infami...

Geri

O masnadiero,

Poichè pria del capestro la speranza

Scorgi, codardo, tra l'opra e la pena,

Tal tu tremi: — non io: se un ferro stringo,

Ei dee passare certamente un core,

O lo inimico o il mio. — Parato a tutto,

E fermo che ove più cadami in fallo, —

Capo che tal si avvisa, indarno spera

Starsi lunga stagion sul busto all'uomo.

E poi — nullo qui vede, — eternamente

Ei tacerà. — Chi bene ha fesso il core

Lingua non snoda.

Manente

E il sangue?

Geri

Hai tu mai inteso

Gridare il sangue?

Manente

E Dio?

Geri

Dimmi, Manente,

Se' tu di quelli che perduto il cielo

Temono poi l'inferno? A te sta a dire

Di Dio, a te? Conta del ciel le stelle:

Tanti, e più, sono i tuoi misfatti.

Manente

E voi

A vostra posta il ciel guardate: — un occhio

Eterno veglia colassù che scerne

Anco pel buio della notte; — un braccio

Che aggrava il capo dell'iniquo. — Dite,

Sapete voi quanto un delitto pesa?

Vedeste mai quando lo stanco senso

Lascia libera l'alma, appiè del letto

Starsi un demonio che vi guata fiso,

E ride, e aspetta al varco della vita

Il fiato eterno per piombarlo dentro

Allo abisso infinito? E voi pauroso,

Chiamare e Cristo e i Santi; e di repente

Scendere l'Agnol del Signore, e vôlto

A quello delle tenebre: — Vediamo,

Dirgli, a cui spetta; — e qui cavare un scritto

Breve, in che stanno i merti, e l'Infernale

Sporger volume immenso, e pieno tutto

Di colpe, e all'Agnol dire: — Or va beato;

Quando per fuoco sarà fatto puro,

Riedi per esso; — e quei partirsi, e un guardo

Volgerti, — un guardo che disvela tutto

E l'inferno acquistato, e il ciel perduto.

In questa l'Infernal ruinarti addosso,

E stringerti alla strozza, e dalla fronte

Graffiarti il crisma e conficcarvi il segno

Di Caino; — e voi ansoso e a forza desto, —

Esterrefatto trabalzar dal letto.

Come lapide freddo, e andar cercando

Al lume di una lampada conforto...

Geri

Io ti credea senza rimorso: — all'opra

Basto solo...

Manente

Messer, che dite? — male

O voi intendeste, od io parlai. — La porta

Della misericordia è per me chiusa,

Nè questo labbro, via della bestemmia,

Può dir parola che suoni preghiera.

Nè io, nè altri per me prega: — un'opra

Saria perduta. — Guai! se un giorno io cesso

Addensarmi sul capo la vendetta

Dell'Eterno. — Guai! se un punto io poso;

Disperato un pensiero allor m'assale.

Feroce un'ira, — un'agonia di morte.

Vivo di sangue come d'aere; — ond'io

Nè vo' lasciarvi, o posso, chè su quante

Son cose al mondo a me più grata è questa.

Geri

Ben volea dir ch'io m'ingannassi. — Or dove,

Dimmi, accennava il sermonar tuo dianzi?

Manente

Tanto è lo stato mio tremendo, — è tanto

Crudo, che in altri mi farla pietade:

Deh! non saperlo tu. — A me l'incarco

Di spegner Dore lascia, — a me che sono

«Per disperazion fatto securo.»

Il terzo giorno ciberò del pane

Nel vin temprato su l'arca del morto,

Nè i suoi consorti ancideranmi. — Questo

Bastami. — Questo sol dal Cielo io chieggo;

Più che possibil fia tardi — mi piombi

Giù nell'Inferno.

Geri

Oh gran mercè! — Ma quale,

Dimmi; è il sapor della vendetta?

Manente

Frutto

Crear Dio, che il desso non volle.

Geri

E ben volle.

E a tor vendetta che daresti?

Manente

Dove

Per me non fosse chiuso, — il cielo.

Geri

Or sappi,

Questa cacciarmi tra le mani il ferro.

Manente

Che! — V'offendeva Dore?

Geri

Atrocemente,

E sempre; — e l'odio, e lo vo' spento. Intendi?

Alcun qui move, odi un mutar di passi;

Vieni; — t'ascondi...

Manente

Seguovi...

Geri

Rammenta

I dì che furo.

Manente

E voi — quei che verranno.

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