Note 315 — Chapter I
Reading edition
May we not apply, without much violence, to the Aztec capital, Giovanni della Casa’s spirited sonnet, contrasting the origin of Venice with its meridian glory?
“Questi Palazzi e queste logge or colte D’ostro, di marmo e di figure elette, Fur poche e basse case insieme accolte Deserti lidi e povere Isolette. Ma genti ardite d’ogni vizio sciolte Premeano il mar con picciole barchette, Che qui non per domar provincie molte, Ma fuggir servitù s’ eran ristrette Non era ambizion ne’ petti loro; Ma ’l mentire abborrian più che la morte, Nè vi regnava ingorda fame d’oro. Se ’l Ciel v’ ha dato piu beata sorte, Non sien quelle virtù che tanto onoro, Dalle nuove ricchezze oppresse e morte.”