Note 387 — LIVRE SEPTIÈME VIE DE MICHEL-ANGE
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Ora torniamo a Torrigiani che conquel mio disegno in mano, disse cosi: «Questo Buonarotti ed io fanciulletti nella chiesa del Carmine dalla capella di Masaccio, e poi il Buonarotti aveva per usanza di uccellare tutti quelli che dissegnavano. Un giorno fra gli altri dandomi noja il detto, mi venne assai più stizza del solito; e stretto la mano, gli detti si gran pugno nel naso ch'io mi sentii fiaccare sotto il pugno quell'osso tenerume del naso come se fosse stato un cialdone; e cosi segnato da me ne resterà infin che vive.»