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Gli eretici d'Italia, vol. III

Note 131 — DISCORSO XLIV. CONFLITTI GIURISDIZIONALI. POLITICA CATTOLICA. IL BELLARMINO. ERESIA SOCIALE.

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Distinguono l'infedeltà in positiva, privativa, negativa. Positiva, di quelli che respingono la cognizione del vangelo: privativa, di quelli che per colpa lo ignorano; negativa, di quelli che non sentirono mai parlare della rivelazione. L'infedeltà positiva e privativa non è scusabile dalla Chiesa; ma la negativa è involontaria, e perciò non colpevole. Gesù Cristo disse: «Se non fossi venuto e non avessi parlato, non avrebbero colpa» (Jo. XV, 22). E san Paolo (ad Rom. X, 14): «Come crederanno a colui di cui non han sentito parlare, e come ne sentiranno parlare se a loro non si predichi?». La Chiesa condannò il dire che: «L'infedeltà, puramente negativa in quelli ai quali non è stato predicato Gesù Cristo, è un peccato».

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