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Gli eretici d'Italia, vol. III

Note 98 — DISCORSO XLII. CLEMENTE VIII. I FILOSOFI NUOVI. BRUNO. CAMPANELLA. VANINO. FERRANTE PALLAVICINO.

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Lettera 13 agosto 1606 nell'Archivio storico del 1866. Di maggiore pazzia fa segno un'altra lettera di 20 giorni più tardi, ove dice aver interrogato il demonio, e saputo che nel 1607 la podestà pontifizia soffrirebbe gran danno, e nel 25 v'avrebbe due papi, e altri avvisi e profezie «che non basteria sei fogli di carta»: e dopo rovinato il papato, sorgerà un papa divino (l'antico sogno del papa Angelico), ed altri che avran lo Spirito Santo manifesto, e trarranno alla fede Turchi e Settentrionali. Si badi ai flagelli onde son percosse la Germania e Venezia. Non tengasi fede ai principi, che non aspirano se non alle entrate della Chiesa. Per riparare vuolsi la penitenza; impedir che i principi gittino a terra i canoni, e alzino le loro costituzioni, e neghino al papa il gladio materiale.

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