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Gli eretici d'Italia, vol. III

Note 64 — DISCORSO XLII. CLEMENTE VIII. I FILOSOFI NUOVI. BRUNO. CAMPANELLA. VANINO. FERRANTE PALLAVICINO.

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De compendiosa architectura et complemento artis Lulli, 1580. È noto che Raimondo Lullo di Majorca, nell'Ars magna, volle ridurre l'intelligenza ad una specie di meccanica, che applicasse a qualsiasi soggetto alcuni predicati. Questi raccolse in classi, distinte con lettere dell'alfabeto, e le dispose in circoli concentrici, per modo che ciascuna lettera indicasse un attributo. La I componevasi di nove predicati assoluti: bontà, grandezza, durata, potenza, saggezza, volontà, virtù, verità, gloria; la II de' predicati relativi: differenza, concordia, opposizione, principio, mezzo, fine, maggiorità, coequazione, minoramenti; la III di domande: se? che? di che? perchè? di qual grandezza? di che qualità? quando? ove? come e con chi? la IV de' nove soggetti più universali: Dio, angelo, cielo, uomo, immaginativo, sensitivo, vegetativo, elementativo, stromentativo; la V de' nove predicati dell'accidentale: quantità, qualità, relazione, azione, passione, abito, sito, tempo, luogo; la VI delle nove moralità: giustizia, prudenza, coraggio, sobrietà, fede, speranza, carità, pazienza, pietà; e in contrario invidia, collera, incostanza, menzogna, avarizia, gola, lussuria, orgoglio, accidia. Tutti questi concetti, per mezzo di quattro circoli e de' triangoli iscritti, producevano certe combinazioni di predicati; per es. la bontà è grande, durevole, potente, concorde, mediante, finiente, aumentante, decrescente. Così da ciascuna delle trentasei caselle deduconsi dodici proposizioni, dodici mezzi, ventiquattro quistioni, e le specie della corrispondente. Credea con ciò trovato uno stromento universale della scienza che risolve tutte le quistioni mai immaginabili; ma in fatto non porgeva che parole per discorrere su tutte.

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