Note 660 — DISCORSO LVIII. CONCHIUSIONE.
Reading edition
Già nel Discorso XX abbiamo addotto l'opinione di Cardwright. Napoleone Roussel a Parigi 1854 pubblicò in due volumi Les nations catholiques et les nations protestantes, comparées sous le triple rapport du bienêtre, des lumières et de la moralitè; tutto in esaltazione delle genti protestanti per raffaccio alle cattoliche, e specialmente dell'America del nord a quella del sud, della Scozia all'Irlanda, de' Cantoni svizzeri protestanti agli altri, della Prussia all'Austria. Egli si vale di cifre e d'autorità, e ogni lettore sagace comprende come con queste possa provarsi qualunque assunto. Dell'Italia parla nel vol. II, e si propone di non discorrerne prima del secolo XVI, perchè prima d'allora l'Italia non era affatto papale, nè i papi s'erano alleati ai re per gelosia de' popoli: argomento precisamente opposto a tutto quello che adducevano i novatori del XVI secolo. Aggiunge che il ridestarsi delle lettere e delle arti è dovuto ai profughi di Costantinopoli (nel paese dove già aveano fiorito Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto, Giovanni da Pisa!) sicchè il rinascimento fu pagano non cattolico, e la prova n'è che i papi lo soffocarono, e che proibirono di studiare il greco e l'ebraico!