Note 639 — DISCORSO LVII. LE DIFESE.
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Fra gli esegeti levò qualche rumore per le originali interpretazioni l'abate Michelangelo Lanci, i cui Paralipomeni alla illustrazione della Sacra Scrittura per monumenti fenico-assiri ed egiziani (Parigi 1846) vennero proibiti. Erano un seguito alla Sacra Scrittura illustrata coi monumenti fenico-assiri ed egiziani, che, a dir suo, fu compra e soffocata dal governo papale. Si difonde principalmente sul libro di Giobbe, e tratta dell'origine della parola e della scrittura. Sul libro di Giobbe pubblicò un saggio l'abate Maglia, cappellano all'ospedale di Ginevra. Il papa gli facea scrivere: Cristo disse, scrutate le scritture, e il papa vede con gioja che voi fate uno studio serio e continuo di questo libro. Egli pensa che studiar le profezie, ricercar il secreto de' proverbj, e compiacersi nel senso misterioso delle parabole è occupazione da ecclesiastico. Non gli fa meraviglia che negli oracoli sacri voi notiate cose nuove, o non abbastanza rischiarate, perocchè contengono una tale profondità di sentenze, una tale sublimità d'insegnamento, una tale multiplicità di misteri, che si può trarne ricchezze sempre nuove, come da una miniera inesauribile.